Folías

Nel 1511 il grande umanista Erasmo da Rotterdam pubblicava il suo “Elogio della Follia”, un piccolo libro destinato ad influenzare non poco lo sviluppo della cultura occidentale.

La Follia in persona illustra ai lettori, con dotte argomentazioni, i motivi che la rendono indispensabile alla vita degli uomini: un po' di follia dà sapore alla vita, rende amabili le donne, favorisce la convivialità e le amicizie, insomma ci permette di sopportarci a vicenda. “Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, e vivessero sempre sotto la mia insegna, la vecchiaia neppure ci sarebbe, e godrebbero felici di un'eterna giovinezza”

Mentre Erasmo dava alle stampe il suo Elogio, già da tempo un’altra follia si stava propagando in Europa: una danza popolare che si era sviluppata alla fine del Medio Evo nella penisola iberica, per poi diffondersi progressivamente in Francia, in Italia e perfino in Inghilterra.

E’ la “Folía”, che nel 1611 il letterato spagnolo Sebastián de Covarrubias così descriveva: “La Folía è una certa danza portoghese assai rumorosa, perché coinvolge molte persone che si agitano con sonagli ed altri strumenti... e il rumore è tanto grande, ed il suono così tumultuoso, che sembrano tutti fuori di testa. Per questo diedero alla danza il nome di folía”.
Nel corso dei secoli il ritmo della folía si è allontanato dalle sue origini contadine, è penetrato nelle Corti europee, ha varcato l’oceano conquistando il Nuovo Mondo, si è creato uno spazio nella musica “colta”, da Corelli, a Vivaldi, a Rachmaninov.

Una vera world music che, pur dopo tante mutazioni, costringe ancora l’ascoltatore a battere il tempo.
Pensando a questo ritmo ed alle parole di Erasmo, il nome “folías” ci è parso ben riassumere le motivazioni che nel 2013, in tempi certamente non facili, hanno dato impulso al progetto di fare rivivere una vecchia dimora immersa nella serena campagna di Melizzano, trasformandola in un luogo dedicato alla musica di qualità ed agli altri piccoli, grandi piaceri che le faranno corona: ottima tavola, buon bere, la compagnia di amici davanti al fuoco che arde in antichi camini e, insomma, tutto quanto possa aiutarci a non essere troppo saggi, grazie ad un pizzico di moderata follia.


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